Samsung ritira dal mercato il Note 7, quali ripercussioni sull’azienda sudcoreana?

In caduta
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Samsung non produrrà più i Galaxy Note 7: da settimane la società sudcoreana  sta facendo i conti con un difetto di fabbrica dei suoi Galaxy Note 7 che fa surriscaldare in modo anomalo la batteria, causando piccole esplosioni, pericolosi principi d’incendio e la produzione di grandi quantità di fumo.

Samsung ora ha di fronte l’unica chance possibile: dimenticare il Note 7, smartphone che per stile e prestazioni fa impallidire anche gli smartphone americani più cool di sempre.

Per Samsung i problemi dell’ultimo mese e i rischi per la sicurezza annessi sono una pessima pubblicità, aggravata dal non avere ancora capito con precisione quale sia la causa dei malfunzionamenti nel suo smartphone di punta, che in questi mesi avrebbe dovuto fare diretta concorrenza ai nuovi iPhone di Apple. Le azioni di Samsung hanno perso il 7,3 per cento in borsa nelle ultime ore. Fino a qualche giorno fa, gli analisti stimavano un danno economico per l’azienda causato dai Galaxy Note 7 difettosi tra 1 e 2 miliardi di dollari, ma la cifra sembra essere destinata a salire molto considerati gli ultimi sviluppi.

Samsung è il più grande produttore al mondo di smartphone e si appoggia su centinaia di aziende, soprattutto in Asia, per la produzione dei componenti utilizzati nei suoi telefoni. Una crisi di questo tipo ha quindi ripercussioni dirette su altre società eBloomberg ne ha già segnalate alcune: le azioni di Radiant Opto-Electronics Corp. di Taiwan hanno perso l’8,4 per cento del loro valore in borsa, quelle di HannsTouch Solution Inc. il 9,8 per cento. Hanno invece guadagnato in borsa diversi produttori di componenti per gli iPhone di Apple, che di fatto sono sul mercato da qualche settimana senza un diretto concorrente prodotto da Samsung, se si escludono i Galaxy S7 presentati a inizio anno.

Ma cosa è andato storto?

Design e dalla progettazione. Nell’industria degli smartphone da troppo tempo si è spostata l’attenzione dal contenuto al contenitore ed è difficile costruire uno smartphone sottile, di vetro e alluminio, e impacchettarci dentro una grossa batteria a ioni di litio che non ama essere compressa. E forse non è neppure il caso di costruire smartphone “incollati” e non apribili. Ma lo stile sembra essere adesso l’unica cosa che conta.

La fretta: troppi pochi mesi tra il lancio di uno smartphone e l’altro. Quella del “mobile” è un industria con i ritmi di quella fashion, peccato che i tempi di sviluppo e i rischi connessi  sono molto diversi e Samsung ha pagato la corsa ad anticipare i rivali Apple iPhone 7 e Google Pixel (costruiti da Htc) perché sapeva che non avevano tecnicamente molto da dire.

Fonte IlSole24ore, Il Post

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