L’acquisizione Piquadro – The bridge raccontata in 4 punti

Sfide Strategiche
piquadro acquis

I protagonisti

  • Il marchio The Bridge, fondato nel 1975 a Scandicci vicino Firenze, negli ultimi anni ha registrato ricavi in calo dai 30 milioni di euro del 2013 ai circa 20 milioni del 2015 a fronte di un utile operativo lordo negativo. Solo lo scorso luglio è stato siglato un piano di esuberi per 25 dei 60 dipendenti. Di qui la necessità di trovare nuovi mezzi e rivedere il business aziendale.  L’azienda toscana ha chiuso il 2015 con ricavi per circa 22,2 milioni di euro, Ebitda negativo per 0,6 milioni, una perdita netta di 2,6 milioni di euro e una posizione finanziaria netta negativa per 8,5 milioni
  • Piquadro è, invece, un gruppo in espansione presenta dal 2007 a Piazza Affari. Nell’esercizio 2015, terminato lo scorso 31 marzo, l’azienda ha registrato ricavi consolidati per oltre 69 milioni di euro, in crescita del 3,1% su base annuale.

L’operazione

  • Il gruppo Piquadro acquisisce l’80% del capitale di Il Ponte Pelletteria Spa (cui fa capo il marchio The Bridge): il gruppo avrà l’opportunità di salire al 100% delle quote entro il 2023, ma per ora il 20% della compagine societaria rimane a Fiorenza Benvenuti, socia fondatrice, e Novella Ferri, ciascuna delle quali detiene una quota del 10%
  • L’operazione vedrà Piquadro corrispondere 3,175 milioni di euro in due tranche rispettivamente da 1,675 milioni e 1,5 milioni con impiego di mezzi propri già disponibili. Il prezzo è comunque soggetto a criteri di aggiustamento sulla base dell’indebitamento finanziario netto dell’acquisita alla data del closing prevista per il 31 dicembre (indebitamento che oscilla tra gli 8,5 e i 9,5 milioni di euro)

Gli obiettivi

  • Il primo step sarà portare il brand The Bridge a raddoppiare il fatturato attuale, facendo leva su una rete commerciale da sviluppare in Italia e all’estero a partire dai sei monomarca The Bridge attualmente aperti in Italia. L’azienda toscana ha chiuso il 2015 con ricavi per circa 22,2 milioni di euro, Ebitda negativo per 0,6 milioni, una perdita netta di 2,6 milioni di euro e una posizione finanziaria netta negativa per 8,5 milioni
  • L’acquisizione di The Bridge da parte di Piquadro si inserisce in un piano più ampio: «Vorremmo dare vita a un polo che riunisca brand made in Italy di fascia premium che siano accomunati da una forte riconoscibilità e da un posizionamento chiaro in termini di prodotti. Ho ragione di credere che una sinergia di questo tipo possa portare ai brand benefici reciproci» spiega l’AD del gruppo, Marco Palmieri. «Avremo modo di confrontarci con una realtà manifatturiera eccellente sulla quale vorremmo fare leva per continuare il procedimento di reshoring che abbiamo avviato anni fa. Oggi il 20% dei nostri prodotti è made in Italy»

Quale strategia?

  • Palmieri sottolinea l’importanza di una filiera corta e all’avanguardia: «È quello che fa la differenza. Ora, complice l’acquisizione di The Bridge, stiamo pensando di integrarla ulteriormente, riportando alcuni fasi produttive internamente e rendendole più efficienti.Ci auguriamo che per il gruppo sia l’inizio di un processo di aggregazione di marchi di accessori nel segmento premium con forti connotati di iconicità, con i quali condividere processi e best practice»

 

Scarica il comunicato ufficiale

Tag: