Perchè in 19 Mesi il titolo Cover50 (Pantaloni Torino) ha perso il 53,7%?

In caduta
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La PT Pantaloni Torino, un giorno di maggio del 2015 promise: «L’idea imprenditoriale è quella di trasformare il pantalone da prodotto di necessità e di servizio a prodotto emozionale». Loro, gli investitori, anziché regalarsi l’emozione di un lussuoso paio di braghe da 250 euro, hanno comprato in Borsa azioni di Cover 50, alias Pantaloni Torino, e dopo 19 mesi hanno messo in saccoccia una perdita del 53,7%. Se si volesse spiegare la differenza tra economia reale e astrazione finanziaria, si potrebbe iniziare da Pianezza, vicino a Torino, dove mezzo secolo fa parte l’avventura imprenditoriale della famiglia Fassino

La storia di Cover 50

Che cosa è successo? Sicuramente siamo in presenza di un’azienda brillante, ma forse troppo piccola e mono prodotto per la Borsa. A luglio è andato via Mario Maran, l’artefice della svolta nel lusso, passato alle camicie di Bagutta. E certo è presto per giudicare il successo degli investimenti americani. Così come sarebbe ingeneroso addebitare all’azienda di Pianezza il fatto che in Borsa il suo titolo registri una media di 2,7 contratti al giorno, per importi medi di 6.500 euro: praticamente una miseria. La colpa è di un sistema finanziario sempre a caccia di commissioni, quotazioni tascabili di società che poi cadono subito nel dimenticatoio.

Poi, certo, gli inventori del pantalone emozionale sono stati abili a quotare la società più nota al pubblico, ma non la holding che esercita funzioni di direzione e controllo, e che ha venduto il 23% delle azioni di Cover 50 al pubblico. Per dire, l’impresa collegata romena che materialmente cuce le super braghe è rimasta fuori da Piazza affari. La holding della famiglia Fassino ha anche scorporato un immobile e ci ha messo sopra un leasing da 800.000 euro, del quale l’emittente Cover 50 è responsabile in solido. Quanto ai 20 milioni raccolti con la quotazione, 8 sono rimasti in azienda per l’espansione internazionale, ma ben 12 se li sono intascati i Fassino. Che hanno voluto premiarsi. Peccato che a oggi, vista la perdita del 55%, siano stati gli unici a guadagnarci qualcosa.

 

Fonte Dagospia

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