La moda veloce chiude i negozi altrettanto velocemente: nuovi scenari per il retail moda in Italia

Sfide Strategiche
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Saracinesche abbassate e lavoratori in allarme. La forte pressione esplosa nel settore delle grandi catene della moda sta contagiando anche l’ Italia. Gli effetti si vedono soprattutto sulla piazza di Milano da dove, a inizio Duemila, era partita la gran corsa dell’ abbigliamento a prezzi accessibili e con collezioni rinnovate di settimana in settimana. Store sempre affollatissimi e clienti continuamente a caccia dell’ occasione imperdibile, ora inizia quella che ha l’ aria di essere una ritirata.

Il primo passo arriva da H&M, primo gruppo ad aver portato nel nostro Paese, nel 2003, la moda super veloce. In estate chiuderà il mega negozio di Piazza San Babila, un simbolo della storia del marchio in Italia che proprio da questi spazi, che un tempo ospitavano Fiorucci, era partita. Non è il solo negozio H&M che chiude in estate: anche Corso Buenos Aires, altra meta molto frequentata dagli amanti dello shopping, sarà tagliato. Così come pure uno dei negozi di Mestre (nel centro commerciale «le Barche») e a Cremona (centro commerciale «Cremona Due»).

In tutto saranno coinvolti quattro spazi su 8 e circa 90 lavoratori della catena che impiega in Italia 5 mila dipendenti (158 negozi). Stessa scelta, e in simultanea, anche per Inditex (marchi Zara, Pull&Bear e Bershka) con circa 3mila lavoratori in Italia. La decisione di abbassare la serranda è per il negozio Bershka in via Torino, a due passi dal Duomo di Milano.

A dettare queste decisioni è anche il bisogno di maggior «flessibilità» sui punti vendita.

Questo in un momento in cui le grandi catene della moda veloce sono alle prese con una concorrenza sempre più spietata. Da poco sul mercato è arrivato Primark, marchio irlandese della moda con prezzi ancora più aggressivi.

Ma in questo mercato, grazie alle produzioni a bassissimo costo nei Paesi dell’ Asia, ormai i brand non si contano più. Da qui la necessità di razionalizzare i punti vendita e di tagliare i rami secchi, quelli meno produttivi. È il caso, pare, dei quattro store di H&M che pesano sui costi dopo contratti di locazione non più rinnovabili a condizioni in linea con le esigenze della società. «Continuiamo a credere nell’ Italia e proseguiremo nella nostra espansione» dicono da H&M. In programma ci sono già nuove aperture a Foggia, Verona, Pesaro. Dall’ inizio del 2017 H&M ha aperto in Italia tre nuovi punti vendita e creato opportunità di lavoro per 425 persone.

Nelle scelte fatte c’ è poi anche la volontà dei grandi gruppi internazionali della moda veloce di rimanere presenti solo in zone a elevato traffico e prive di sovrapposizioni. Da qui i ripensamenti per non pestarsi i piedi a vicenda e da qui la scelta di Zara di lasciare più spazio al suo principale punto vendita rinnovato nel 2016 in Corso Vittorio Emanuele.

Su tutto poi pesa il fenomeno dell’ e-commerce in forte espansione anche da noi. «Per le grandi catene della moda non si può parlare di crisi – si dice certo Marco Demurtas, Fisascat Cisl Nazionale -. Hanno fatturati in crescita, investono ed espandono la propria presenza in maniera aggressiva».

Fonte La Stampa

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