Berniero Scarpa AD Nuna Lie

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Il primo protagonista della nostra nuova rubrica è Berniero Scarpa, AD Nuna Lie, brand romano di abbigliamento donna che attualmente può contare su una rete distributiva di 60 punti vendita tra diretti e franchising, presenti nei principali centri storici  e all’interno dei centri commerciali.

Ci racconti la tua azienda? Cosa la differenzia dalle altre

Quello che differenzia Nuna Lie dalle altre aziende è la costante attenzione alla selezione e alla formazione del personale. La selezione viene fatta con il supporto di psicologi del lavoro e ogni anno si tengono corsi di aggiornamento. Quest’anno verremo affiancati dal team di Cavalieri Retail per i corsi di vendita assistita e visual merchandising al fine di aumentare la professionalità del personale

Cosa ti aspetti da questo 2013?

Come il 2012, forse peggio. Questi primi mesi sono peggiori, se non si prendono delle decisioni. Le decisioni possono essere giuste o sbagliate, se sono giuste bene, se sono sbagliate se ne prenderà atto, ma fa comunque parte di uno storico. Sono necessarie la riforma elettorale, le liberalizzazioni reali e una legge contro la corruzione.

Cosa ti aspetti dal mercato nei prossimi due anni?

Sono preoccupato perché sono sempre di più le aziende che stanno chiudendo e questo implica una perdita di know how e creatività. Molte aziende che prima producevano in Cina stanno tornando indietro. È chiaro che determinate categorie merceologiche in Italia non vengono più prodotte, però tanto lo si fa in Italia e questa è la nostra forza.

Se la tua azienda avesse le ruote la sposteresti? Se si, dove?

A volte avrei voglia di spostarla ma l’Italia è un contesto che porta creatività, idee, know how: il gusto per le cose belle è qui. Potremmo essere tra i primi paesi al mondo e non ci meritiamo il livello in cui siamo ora; se dovessi trasferire l’azienda la sposterei in paesi limitrofi, Svizzera o Austria, paesi dove c’è trasparenza, etica, senso dello Stato.

Hai mai pensato di mollare tutto? Quando e perché?

Mollare tutto no, però spesso ti chiedi se ne vale la pena. Le soddisfazioni vengono dal risultato gli investimenti fatti nella professionalità delle risorse, che stanno dando ottimi risultati e questa professionalità porta le persone ad essere libere. Le nostre store manger sono persone capaci, preparate, in grado di misurarsi, di dare risposte concrete, nonostante la crisi riescono a tirare fuori il buono e questa è una forza per l’azienda

Rimorsi e rimpianti

L’unico rammarico che ho riguarda i nostri tentativi di internazionalizzazione in Russia e Polonia: quando siamo andati all’estero e non eravamo preparati, c’era molta voglia di correre e questo ci ha rallentato dopo.

Se fossi il presidente del consiglio: le tue prime tre decisioni che verrebbero sicuramente approvate

Liberalizzare i mercati mantenendo la concorrenza reale e aprire al mercato del lavoro. Sono le imprese che devono restare competitive sul mercato, se non siamo in grado dobbiamo andare a casa. Nuove norme per il falso in bilancio e combattere l’evasione fiscale in maniera profonda. La corruzione è dilagante e gli italiani devono essere seguiti e controllati non riusciamo ad autoregolamentarci come popolo. Semplificare il mondo del lavoro: dallo Stato ci si aspettano riforme che permettano alle eccellenze di emergere; in Italia lavoratore e azienda sono in contrapposizione, servono politiche che siano in grado di avvicinarli.

Double shot: due personaggi, il più e il meno

Il peggiore in questi giorni… mi viene in mente Scilipoti (ride)

Il più…Marchionne: racconta i fatti come stanno, ha resuscitato un’azienda, ha dato un’opportunità. Siamo in un mercato competitivo, sta all’Italia rendersi appetibile: il mondo è cambiato, c’è da confrontarsi con Cina, India e c’è il modo di batterle, ma se andremo avanti così perderemo anche le nostri armi migliori.