Raily Your Daily Ray of Design

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In questa calda estate vi teniamo compagnia pubblicando l’intervista fatta al team creatore di una nuova startup Made in Italy, Raily - Your Daily Ray of Design, nuovo sito e-commerce dedicato ad oggetti di design, nato a Milano dall’intuizione di quattro giovani amici. Tre volte a settimana Raily seleziona accessori, abbigliamento e complementi d’arredo utili, funzionali, originali e, soprattutto, accessibili e li propone ai suoi utenti con sconti fino al 70%. Per usufruire delle promozioni è necessaria l’ iscrizione gratuita all’indirizzo www.raily.it grazie alla quale tutti gli iscritti vengono avvisati tramite newsletter delle nuove offerte.

Come è nata la vostra idea e come si è sviluppato il team di lavoro? Da chi è composto?

Siamo Eugenio, Emilio, Michele e Pietro, nati e cresciuti a Milano, amici da sempre. L’idea è maturata più di un anno fa, mentre ognuno di noi era impegnato in lavori non sempre coinvolgenti o gratificanti, in quel  momento abbiamo sentito l’esigenza di metterci in gioco e dare vita ad un progetto che fosse esclusivamente nostro. Così è nato Raily – Your Daily Ray of Design.

Eugenio Calasso si occupa della parte economica e commerciale di Raily mentre Emilio Dell’Orto delle strategie di mercato. Michele Facchini coordina la veste grafica del sito mentre Pietro Omodeo, insieme ad Emilio ricerca e seleziona i migliori designer emergenti.

Ci raccontate la vostra startup? Cosa la differenzia dalle altre?

L’elemento distintivo di Raily è senza dubbio il suo stile. Lo studio del Brand Image è stata una delle parti più lunghe e importanti. Ci siamo impegnati per creare un brand accattivante, giovane, colorato e di impatto, che rimanesse impresso nella memoria visiva degli utenti e trasmettesse un messaggio positivo, di luce. Il nome stesso Raily è l’unione della parola RAY e DAILY, come un raggio di sole che illumina la giornata. Su questo concetto si basa tutta la linea del progetto, dalla scelta dei prodotti alla veste grafica del sito e della comunicazione.

Quali sono le difficoltà che avete incontrato nel lanciare la vostra startup?

Una delle prime difficoltà è stata quella di coinvolgere alcuni Designer o marchi affermati e convincerli a prendere parte al progetto. Essendo una realtà nuova e anagraficamente molto giovane abbiamo dovuto faticare più del previsto. Fortunatamente è stato uno scoglio che abbiamo superato presto, grazie al rapido aumento dei nostri utenti e alle recensioni positive che sono emerse in poco tempo.

Qual è il vostro business model e quali sono le prospettive di crescita?

Il nostro business model flash sales prevede l’offerta di articoli con un forte sconto rispetto al listino prezzi e per un breve periodo di tempo, circa 20 giorni. Questa modalità crea un’offerta esclusiva e stimola la domanda incentivando l’acquisto d’impulso dei nostri utenti.

Il nostro obiettivo è quello di arrivare entro la fine dell’anno ad essere un brand solido, affidabile e riconosciuto a livello nazionale, per poi puntare ad un’espansione di Raily anche a livello europeo.

Chi sono i vostri principali competitor?

Il settore dell’e-commerce è molto esteso e diversificato, ma la modalità del flash sales è ancora piuttosto limitata e in via di sviluppo. Al momento ci sono realtà simili alla nostra, ma poche sono specializzate nella promozione e commercializzazione di design innovativo e artigianato nazionale.

Qual è il profilo di una startup italiana e cosa la differenzia dalle startup europee?

Le startup italiane sono caratterizzate da spiccata originalità, in particolare nel settore del Design affondano le radici nella ricchezza della creatività italiana. La principale differenza dalle startup europee è il contesto in cui si trovano a nascere. Molti paesi europei sono riusciti a sviluppare condizioni economiche più favorevoli di quelle italiane, con un quadro di regole adatto a favorire lo sviluppo delle startup.

Cosa manca all’Italia per diventare un ecosistema in cui le startup possano crescere e svilupparsi?

All’Italia manca un incentivo ai giovani e alle loro iniziative, nonché una seria dedizione da parte del fondo posto in essere dalle banche alle startup che devono ovviamente essere sottoposte ad un esame preventivo da parte di esperti. In Italia quei pochi fondi privati che erano intenzionati a investire in startup non sono decollati per mancanza di fiducia da parte degli investitori.

Il mondo delle startup ha bisogno di contesti favorevoli, di grandi programmi di investimento, di energia e chiarezza normativa.

Se in Italia non riusciamo a liberare l’innovazione la responsabilità è solo della politica?

La responsabilità della politica è parziale.

Double shot: 2 persone/ modelli di riferimento, uno positivo e uno negativo (dal mondo politico, economico, musicale, sportivo etc.)

Un esempio positivo: Valentino Rossi, grinta, simpatia, motivazione e una punta di spericolatezza, quello che serve per realizzare progetti ambiziosi.

Un esempio negativo: non ci piace pensare a nessun modello negativo!